Convegno "Le economie circolari: la base per la costruzione di nuove leadership sostenibili"
07 FEBBRAIO | Sala Capitolare del Senato della Repubblica
Il 7 febbraio, grazie all’iniziativa del senatore Matteo Gelmetti (FDI), la Fondazione FAREFUTURO, presieduta dal Ministro Adolfo Urso, ha organizzato nella suggestiva Sala Capitolare del Senato della Repubblica, il convegno: "Le Economie Circolari, base per la costruzione delle leadership sostenibili." L’evento, in particolare, è stato dedicato al tema della scarsità delle risorse naturali e all’importanza delle economie circolari come strumento in grado di ridurre la domanda di estrazione primaria.
In questo contesto, il pubblico ha ascoltato attentamente i relatori d’eccezione quali:
- Adolfo Urso ministro delle Imprese e del Made in Italy;
- Matteo Gelmetti senatore e segretario generale della Fondazione Farefuturo;
- Federico Magalini coordinatore delle attività del sustainability team di DSS+ per l’Italia e Regno Unito e moderatore del convegno;
- Giuliano Maddalena CEO del Sistema SAFE;
- Giuseppe Piardi CEO di Stena Recycling srl;
- Simona Petrucci senatrice, componente della Commissione ambiente;
- Mauro Rotelli, presidente della Commissione ambiente Camera dei Deputati.
Gli interventi dei relatori
Gli interventi hanno avuto inizio con una panoramica dell’impatto delle economie circolari su alcuni dei settori rappresentati, con Federico Magalini coordinatore delle attività del sustainability team di dss+ per Italia e Regno Unito che ha introdotto il ruolo che l’economia circolare può avere nella transizione energetica e nell’incremento della resilienza del sistema paese.
Giuliano Maddalena CEO del Sistema SAFE, hub italiano di consorzi per le economie circolari che comprende i consorzi ECOPED-RIDOMUS (RAEE) ECOPOWER (Batterie piombo e litio) PNEULIFE (PFU) RETEX.GREEN-RE.CREA (TESSILE e FASHION) con oltre 900 soci, ha poi mostrato come la scarsità di risorse naturali possa essere contrastata solo con modelli e organizzazioni complessi a protezione del valore ricavato, capaci di tracciare e certificare ogni fase della gestione dei prodotti a fine vita, fino a sapervi dire esattamente in cosa si trasformano le materie prime seconde ricavate dai rifiuti loro affidati.
"Sul tessile il Sistema SAFE, con i consorzi Retex.Green e Re.Crea, si sta muovendo dal 2022, e lo sta facendo con la massima energia. Innanzitutto abbiamo creato una rete di trasportatori, punti di stoccaggio e impianti di trattamento che già oggi ci rendono capaci di gestire le operazioni di raccolta e recupero in tutt’Italia. Dopodiché, siamo nel mezzo di un intenso lavoro di sperimentazione su una pluralità di fibre tessili secondarie fornite dai produttori. Grazie alla collaborazione con industrie attive in vari settori, siamo in prima linea nello sviluppo di sistemi di selezione automatica delle fibre postindustriali e post-consumo, nelle tecnologie innovative di riciclo chimico (separazione di poliestere e cotone) e nella ricerca di soluzioni di recupero per gli scarti tessili più problematici."
Il CEO dI SAFE ha spiegato le criticità del settore e le sfide che devono affrontare i consorzi:
"L’impatto ambientale del tessile oggi è dovuto in gran parte allo scarso controllo delle filiere. Il problema è anche dovuto al continuo impoverimento dei rifiuti tessili con fibre poco riciclabili e fast fashion senza valore. Chi gestisce questi rifiuti talvolta cerca quindi di ridurre il costo di gestione delle frazioni non riciclabili o non rivendibili, lasciando fare le selezioni spinte alle zone più povere del mondo che poi abbandonano tutto ciò che non è riciclabile o riutilizzabile.
Per garantire trasparenza e legalità ai produttori e fare vera economia circolare, SAFE ha messo a punto il disciplinare ECOGUARD TEXTILE, un altro dei progetti Oltre il Green:
"OltreilGreen per noi significa anche e soprattutto OLTRE IL CANCELLO. Ossia, non ci accontentiamo di tracciare il percorso dello scarto fino al punto del cosiddetto EOW Waste, che nel caso del tessile è un impianto di trattamento rifiuti con codice di autorizzazione R3. Grazie al disciplinare ECOGUARD TEXTILE noi ci prendiamo cura anche delle fasi successive: esaminiamo la qualità delle merceologie che vengono avviate alle filiere del riutilizzo e del riciclo e monitoriamo la reputazione e il comportamento di tutti i player coinvolti (raccoglitore, trasportatore, impianto di trattamento, utilizzatore della materia secondaria, distributore del bene di seconda mano)."
Per finire, ha preso parola Giuseppe Piardi, CEO STENA RECYCLING, branch italiana della multinazionale svedese leader nel trattamento dei rifiuti tecnologici con 6.000.000 ton riciclate per un fatturato di 3,9 billion e un EBITDA di 225 mio.
Il CEO di STENA Italia ha illustrato l'impegno dell'azienda nella verticalizzazione della filiera del riciclo. Ha evidenziato l'importanza di investire nell'economia circolare indipendentemente dagli incentivi, sottolineando la necessità di un'efficace gestione dei rifiuti complessi attraverso l'ecodesign.
L'EPR tessile: l'opportunità del riciclo virtuoso
Al termine del convegno c'è stato ampio spazio di confronto tra i rappresentanti politici e le realtà delle filiere del riciclo.
Mauro Chezzi, Vice direttore di Sistema Moda Italia e referente associativo del Consorzio Retex.Green con il suo intervento ha posto l'accento sulla necessità di una connessione tra la Responsabilità estesa del produttore (EPR) e le sfide che il settore tessile-abbigliamento italiano sta affrontando.
Mauro Chezzi ha iniziato sottolineando l'importanza dell'EPR, non solo dal punto di vista normativo ma anche come strumento per potenziare l'efficienza dei sistemi di Economia Circolare: "Oltre all’importanza dell’EPR sul piano normativo, che comporta il raggiungimento di un importante risultato quale l’efficienza dei sistemi di Economia Circolare, c’è il tema di mettere i produttori al centro, consentendo loro di svolgere un ruolo inedito”.
Ha poi proseguito sottolineando che il passo decisivo nella qualità del riciclo si compirà non con le quantità di pre-consumo, ma con volumi notevolmente superiori: “Il Consorzio Retex.Green, con circa una trentina di progetti, è già all'avanguardia nella ricerca di soluzioni tecnologiche avanzate, ma il salto di qualità non si farà con le quantità del pre-consumo, bensì con scale di grandezza superiori, perché l’industria circolare è un’industria a tutti gli effetti, che richiede quantità. Nel nostro settore si parla di decine di migliaia di tonnellate, a fronte di milioni di tonnellate di rifiuti post-consumo, per non parlare delle stime sull’immissione sul mercato.”
Chezzi ha evidenziato il bisogno della filiera di un interlocutore politico per superare le sfide normative attuali e generare opportunità per il futuro, in linea con gli obiettivi dell'Unione Europea: “È un forte, fortissimo invito alla politica a dare una chance al fiore all’occhiello del Made in Italy che è il tessile-moda, di poter continuare a giocare un ruolo di primo attore a livello internazionale.”
Video completo dell'evento: video integrale