Ecoguard Textile: un antidoto contro le Terre dei Fuochi italiane ed estere
10 aprile
La sentenza contro l’Italia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è recente: 30 gennaio 2025. “Pagine tremende, quelle scritte dai giudici di Strasburgo” commenta il Direttore di Retex.Green Mauro Chezzi. “Tremende e allo stesso tempo utilissime, perché mostrano con crudezza l’impotenza del sistema pubblico italiano di fronte alla spregiudicatezza ed efficacia della criminalità organizzata. Una criminalità organizzata che per più vent’anni è riuscita a fare profitto avvelenando milioni di persone, beffandosi degli inquirenti e dei sistemi di controllo. Il fenomeno era conosciuto, analizzato, e dibattuto pubblicamente, ma i roghi continuavano imperterriti, e una parte importante di essi riguardava rifiuti tessili sia post-industriali che post-consumo, raccolti in tutta Italia e destinati ad operatori che spesso sembravano avere tutte le carte in regola”.

“Nel casertano e nel napoletano il fenomeno continua ancora oggi, anche se, a quanto sembra, è fortemente diminuito a causa dell’intensificarsi dei controlli”, rimarca il Direttore del consorzio di produttori. “Ciò però non significa, in modo automatico, che gli smaltimenti illeciti siano diminuiti. Al contrario, l’impennata dei costi di smaltimento per tonnellata che devono essere sostenuti dagli impianti di selezione fa sì che oggi, ancor più di ieri, i meno onesti facciano ricorso all’illecito per mantenere intatti i propri guadagni. La Commissione Ecomafie, l’Agenzia Dogane e Monopoli e le cronache internazionali segnalano che i roghi di rifiuti tessili, così come le altre forme di smaltimento illecito, si sono in buona parte trasferiti all’estero, sia all’interno che all’esterno dell’Unione Europea”.
“Non si può disinteressarsi del problema solo per il fatto che oggi, ad essere avvelenate dai nostri rifiuti, sono soprattutto popolazioni che vivono in altri paesi” afferma Chezzi.
“Per questa ragione, al di là di ciò che la legge prevede, il consorzio di produttori del tessile-moda Retex.Green si è dato, fin dall’inizio, la missione di azzerare questo tipo di rischi nelle proprie filiere di recupero, interpretando nella maniera più rigorosa possibile il concetto di responsabilità estesa del produttore. Se i produttori diventano Responsabili di quello che accade con i rifiuti, il loro ruolo non può di certo essere relegato a quello di semplici passacarte. Al contrario, la loro partecipazione al sistema di gestione dei rifiuti può e deve essere l’elemento determinante perché gli smaltimenti illeciti smettano di esistere. Gli enti pubblici, locali e nazionali, non devono essere lasciati soli nelle operazioni di prevenzione e controllo. Se i produttori si uniscono al loro sforzo, la battaglia può essere vinta”.

ECOGUARD TEXTILE
Già nel 2020, quando la prospettiva della Responsabilità Estesa del Produttore del Tessile cominciava a delinearsi chiaramente, Sistema Moda Italia, che oggi ha preso il nome di Confindustria Moda, cominciò a muoversi per capire come intervenire sulle filiere del recupero dei rifiuti.
“Di fatti” spiega Chezzi “una cosa è promuovere comportamenti individuali d’impresa il più possibile etici ed efficaci, altra cosa è diventare responsabili del sistema. A colpirci in modo particolare furono le relazioni documentali di ANCI ed Utilitalia, le associazioni di rappresentanza dei Comuni Italiani e delle loro aziende di igiene urbana, che nel 2019 affermavano, senza giri di parole, che il settore dei rifiuti tessili era dominato dalla camorra, segnalando contestualmente un’illegalità diffusa riguardante diversi ambiti, primo fra tutti quello ambientale. Ci chiedemmo come approcciare il problema, e una delle soluzioni scaturì dal dialogo con Safe-Hub delle Economie Circolari, una società costituita da consorzi di produttori dei settori elettrico ed elettronico, pneumatici e batterie. A richiamare il nostro interesse fu uno strumento di monitoraggio e controllo chiamato Ecoguard, che Safe stava applicando con successo al flusso dei rifiuti elettrici ed elettronici. Perché non applicare lo stesso tipo di strumento anche alle filiere tessili?”.
Giuliano Maddalena, Direttore di Safe-Hub delle Economie Circolari, racconta la genesi di Ecoguard ®. “Tutto è iniziato nel 2011. Nonostante alcuni ci accusassero di andare oltre le nostre prerogative, sviluppammo e iniziammo ad applicare con estremo rigore uno strumento predisposto in collaborazione con la società di certificazioni TUV. Ecoguard, traducibile in italiano come sentinella ecologica, è nato per sorvegliare le filiere di recupero degli apparecchi elettrici ed elettronici (RAEE) gestite dal nostro consorzio ECOPED, ma è stato messo a gratuita disposizione di tutti gli organismi collettivi EPR dei RAEE. Lo strumento prevede minuziosi e sistematici controlli su ogni singolo ritiro di rifiuto, compiuti sommando l’accuratezza del lavoro umano alla potenza dei sistemi informativi di tracciabilità, e assicura il tracciamento e la certificazione di ogni fase delle filiere, dal ritiro iniziale fino al trattamento finale, garantendo la salvaguardia e l’efficiente riutilizzo delle risorse naturali nei nuovi cicli produttivi. Nel 2021 l’adozione di Ecoguard® è stata raccomandata dal Ministero per la Transizione Ecologica al Centro di Coordinamento RAEE, che è l’organo di coordinamento al quale fanno riferimento i dodici sistemi collettivi di produttori di apparecchi elettrici ed elettronici. Secondo il Ministero i disciplinari di Ecoguard® «rappresentano l’evoluzione della gestione verso standard operativi che rendono virtuosa l’azione del sistema collettivo»”.
“A spingerci su questa linea” prosegue Maddalena “è stata la visione, quindici anni fa, delle raccapriccianti immagini della discarica a cielo aperto di Agbogbloshie in Ghana,
dove finivano migliaia di tonnellate di RAEE provenienti dalle raccolte differenziate europee e ipocritamente inserite nel computo ufficiale dei risultati di riciclo. Per il settore tessile il nostro percorso è stato simile: su richiesta di Retex.Green e di Recrea, che sono i consorzi di riferimento del tessile-moda Made in Italy, abbiamo adattato lo strumento alle filiere del recupero tessili. Il lavoro di sviluppo non è stato semplice. Coinvolgendo i migliori esperti del settore abbiamo dovuto analizzare con estremo approfondimento ogni singolo punto debole di una lunga catena che ha spesso articolazioni internazionali, trovando soluzioni di controllo ad hoc per tutte le possibili falle del sistema”.

“Oggi Ecoguard Textile e' una solida realtà”, riferisce Chezzi. “Lo stiamo già applicando nelle filiere Retex.Green che si occupano dei rifiuti Tessili delle imprese, e ci stiamo preparando ad utilizzarlo nelle prime filiere post consumo gestite in accordo con i Comuni, prima fra tutte la filiera di Milano, dove stiamo organizzando raccolte di abiti usati presso un nutrito gruppo di punti vendita, per conto di un consorziato attivo anche nel retail"