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Il comune di Milano ha accettato la proposta di Retex.Green per aumentare la raccolta e il recupero dei rifiuti tessili
La Giunta di Palazzo Marino ha approvato un accordo di programma tra Comune di Milano, AMSA e Consorzio RETEX.GREEN, finalizzato ad incrementare la quantità di raccolta differenziata e recupero dei rifiuti tessili post-consumo prodotti nella città. L’iniziativa proposta dal Consorzio nasce dalla volontà di rispondere alle esigenze e richieste delle aziende consorziate, in particolare di quelle attive nella distribuzione, che guardano con interesse e lungimiranza alle future normative di settore, con l'obiettivo di prepararsi adeguatamente.
L’iniziativa, che ha un carattere sperimentale, prevede l’attivazione di raccolte differenziate di abiti usati e prodotti tessili presso un consistente numero di punti vendita retail, e anticipa l’imminente introduzione, a livello nazionale, di un regime di Responsabilità Estesa del Produttore del Tessile dove i produttori del settore tessile-moda si faranno carico del recupero dei rifiuti tessili. Oggi a Milano, in linea con la media nazionale, si raccolgono in modo differenziato 3 kg di rifiuti tessili urbani per abitante, a fronte di circa 12 kg che, secondo i dati di ISPRA, finiscono nell’indifferenziato.
Il nuovo regime di Responsabilità Estesa del Produttore avrà tra i suoi obiettivi principali la massimizzazione del differenziato, per evitare che così tanti rifiuti tessili che potrebbero essere preparati per il riutilizzo oppure riciclati vengano invece inceneriti, termo-valorizzati o smaltiti nelle discariche.
“Siamo felicissimi di dare man forte al Comune di Milano nella raccolta differenziata del rifiuto tessile urbano”, ha commentato il Direttore di RETEX.GREEN Mauro Chezzi. “Grazie a questa iniziativa incrementeremo il numero e il tipo dei punti di raccolta, e ciò produrrà sicuramente un aumento delle quantità recuperate. Nel rispetto della gerarchia dei rifiuti daremo priorità al riutilizzo, puntando a massimizzare il recupero della parte restante per mezzo di soluzioni di riciclo innovative. Sperimenteremo pratiche di smontaggio dei capi e svolgeremo test di riciclo chimico e meccanico su un’ampia gamma di fibre tessili, con il fine di reintrodurre le materie prime nelle nostre linee di produzione. Il progetto è stato sviluppato con il nostro general contractor Safe-hub delle economie circolari, che costruisce e coordina le nostre filiere di recupero garantendo un alto livello di controllo sia sul percorso del rifiuto che sulle destinazioni del prodotto da valorizzare”.
“Come ripetiamo spesso, la collaborazione tra pubblico e privato è essenziale quando si parla di transizione. Questo vale per il successo di qualsiasi iniziativa compresa quella della raccolta differenziata” ha detto l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi. “Le nuove tecnologie ci consentono di trasformare un rifiuto tessile in una risorsa in grado di entrare nuovamente nella filiera del tessile, concretizzando il concetto di economia circolare. Con questo accordo sperimentale vogliamo fare un passo avanti in sinergia con un settore che è strategico per il Paese e per la nostra città e che può dimostrare e far conoscere buone pratiche di gestione sostenibile dei tessuti per ridurne l’impatto ambientale. È importante far sapere ai cittadini e alle cittadine che nei punti di raccolta potranno portare abbigliamento e altri tessuti non più utilizzati senza l’obbligo di acquistare prodotti nuovi di tipo equivalente”.
di Redazione