Il Regime EPR

Nuove regole per l’Economia circolare nel sistema Moda

Cos'è la nuova “Responsabilità estesa” dei Produttori

L’obiettivo dell’Economia circolare è fare in modo che la materia di cui sono fatti tutti i prodotti non vada persa quando questi arrivano alla fine della loro vita. Bisogna gestire i rifiuti in modo intelligente: ridurne la quantità e poi trovare le soluzioni per valorizzarli e reinserirli nei cicli di produzione.

Chi deve occuparsi di questo?
Secondo le regole dettate dall’Europa, e oggi valide anche in Italia, i nuovi protagonisti dell’Economia circolare sono i “Produttori”, cioè i soggetti che immettono i prodotti nel mercato.
Per questo si dice che la responsabilità dei Produttori da oggi viene “estesa” anche a tutti i rifiuti generati dai loro prodotti.

Si tratta di un nuovo quadro normativo, definito in sigla “regime EPR” (Extended Producer Responsibility). Il regime è stato perfezionato con le Direttive sull’Economia circolare, recepite in Italia dal 2020 e di cui si attende la prossima emanazione dei decreti attuativi.

Nel nostro paese esistono da anni organizzazioni già attive secondo questa formula per alcuni prodotti specifici (gli imballaggi, le apparecchiature elettriche ed elettroniche, gli pneumatici ecc.) ma oggi il regime EPR investe tutti i principali settori della produzione di beni, con particolare attenzione da parte dell’Europa al comparto dell’abbigliamento e della Moda.

Nuove regole per l’Economia circolare nel sistema Moda

Come gestire il “fine vita” dei prodotti

Come ha ragionato il Legislatore europeo, e poi quello italiano, per affrontare il problema? È partito da una considerazione economica: i rifiuti possono essere “facili” da gestire oppure “difficili”.
Sono “facili” quando il costo di raccolta-recupero-riciclo è inferiore al valore di mercato dei materiali che vengono recuperati e l’Economia circolare funziona, per così dire, “da sola”.
Sono “difficili” quando il costo è invece superiore. In questi casi l’Economia circolare non riesce a funzionare “da sola” e occorre introdurre un correttivo economico. Cioè iniettare nel mercato delle risorse in più, per rendere conveniente ed efficace impiegare nei processi di produzione i materiali provenienti dai rifiuti.

Nuove regole per l’Economia circolare nel sistema Moda

Associarsi per amministrare insieme l’Economia circolare

L’economia della gestione dei rifiuti può essere molto costosa oppure essere condotta con strategie che portano vantaggi economici.
È evidente che un singolo Produttore può non avere la capacità organizzativa di rintracciare e gestire i rifiuti da lui generati, e che per attivare una filiera efficace bisogna raccogliere flussi importanti di materiali.

Il “regime EPR” propone una formula semplice e flessibile: il Sistema collettivo.
Le imprese del settore si associano in un Consorzio al quale delegano le proprie responsabilità in materia di rifiuti.
Ogni produttore paga un contributo, proporzionato alla quantità e qualità dei prodotti immessi al consumo. Con queste risorse il Consorzio effettua la migliore valorizzazione dei rifiuti di competenza e supporta le imprese nelle loro strategie di sostenibilità, in modo da rendere sempre minore, nel tempo, il contributo richiesto.

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Come funziona il sistema EPR

Il Sistema collettivo opera grazie a un “Contributo ambientale” applicato ai prodotti immessi nel mercato nazionale.

Il prelievo da parte del Sistema collettivo avviene nel momento in cui i prodotti vengono inviati alla distribuzione (con la segnalazione esplicita del fatto che il loro recupero/riciclo è garantito dal Consorzio). Con le risorse prelevate dai propri associati, il Sistema collettivo effettua la raccolta e la valorizzazione dei rifiuti di competenza presenti nel territorio, supporta la produzione di materiali riciclati, promuove il riuso di qualità e ottimizza l’economia della filiera. Inoltre il Consorzio svolge attività di comunicazione nei confronti degli operatori e del pubblico e assiste le imprese associate nel rendere sempre più sostenibili i cicli di produzione.

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Chi sono i “Produttori” assoggettati al contributo

Il regime EPR indica con chiarezza quali sono i “Produttori” assoggettati alla responsabilità estesa.
Si tratta di coloro che per primi immettono nel mercato nazionale il prodotto finito e confezionato.

In effetti chi definisce il “prodotto finito” è colui che decide anche quali sono i materiali componenti (facili o difficili da riciclare), come sono assemblati (separabili o misti) e quindi determina le caratteristiche del rifiuto che ne deriva e il suo costo di gestione.
Nel caso del sistema moda (abbigliamento, calzature, tessile-casa, pelletteria) i Produttori sono: i Produttori del prodotto finito nel mercato nazionale; gli Importatori e i Brandholder (cioè coloro che fanno fabbricare il prodotto da terzi ma lo immettono nel mercato con il proprio marchio).

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Come è composto il contributo ambientale

Il contributo ambientale viene versato dai Produttori sulla base di una loro dichiarazione delle quantità immesse al consumo nel mercato nazionale. Viene fissato un importo per ciascun materiale componente, in base al peso, oppure per singole tipologie di prodotto. A questo si aggiungono fattori di “bonus” o “malus” in relazione alla natura dei materiali costituenti e alla loro riciclabilità.

L’entità dei diversi contributi viene stabilita dal Consorzio – in accordo con il Ministero della Transizione ecologica – in rapporto ai costi complessivi del sistema (raccolta, recupero, riciclo, attività di prevenzione e comunicazione, supporto agli impianti di valorizzazione dei rifiuti ecc). L’insieme di questi costi dipende dalla strategia adottata, e per questo è importante che il Sistema collettivo abbia una portata nazionale e raccolga una quota significativa di Produttori.
Il contributo viene ricalibrato anno per anno e tende a diminuire mano a mano che il Consorzio consolida le proprie economie nella valorizzazione dei materiali raccolti.

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La fattibilità tecnico economica

È una condizione fondamentale per il Sistema collettivo, richiesta esplicitamente non solo dalle imprese ma anche dalla norma. Significa tener conto della realtà industriale e dei prezzi di mercato, con obiettivi graduali.
Il sistema di raccolta/ riuso/ riciclo va disegnato tenendo conto delle condizioni di partenza della filiera.
È utile raggruppare i rifiuti con la stessa logica con cui sono raggruppati i prodotti, tenendo conto dei modi della distribuzione, delle abitudini di acquisto e di utilizzo.
Va poi ricordato che l’investimento richiesto non va a carico esclusivamente dei Produttori. Il Produttore anticipa il contributo, che viene evidenziato nella vendita e il compratore lo può rimborsare all’atto dell’acquisto (l’effettività di questo rimborso dipende dalle politiche commerciali che i Produttori decidono di adottare).
In sostanza si tratta di un “investimento collettivo”, distribuito sull’intera comunità nazionale, che varia in relazione all’effettiva efficacia delle strategie adottate.

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Un obbligo che diventa un’opportunità

Le nuove norme propongono quindi un dispositivo che rende praticabile, dal punto di vista tecnico ed economico, quello che le imprese del settore vorrebbero attuare da tempo ma che da sole non sono in grado di realizzare. E cioè rendere più sostenibili i propri prodotti, migliorandone la qualità e le prestazioni ambientali.
Il meccanismo EPR è semplice e funzionale e non va inteso come una procedura burocratica ma piuttosto come una soluzione che può minimizzare i costi di gestione dei rifiuti e ridistribuire oneri e vantaggi tra produttori e consumatori, rinforzando il rapporto di fedeltà con i marchi che ciascuno predilige.

RETEX.GREEN, con Sistema Moda Italia e Fondazione del Tessile Italiano, chiama le imprese del settore a condividere questa sfida. Scopri i vantaggi e come aderire al nostro consorzio.