Retex.Green rinnova il suo cda. Avanti tutta sulla rotta della circolarità
8 aprile
Lo scorso 8 aprile 2025 Retex.Green, il consorzio di Confindustria Moda per la circolarità del tessile-moda, ha rinnovato il suo Consiglio d’Amministrazione.
Nell’Assemblea sono stati nominati i seguenti membri del CdA:
- Dr. Stefano Canali, rappresentante del socio Canali S.p.A.
- Dr. Simone Canclini, Presidente di Fondazione del Tessile Italiano,
- Dr. Claudio Marenzi, rappresentante del socio Herno S.p.A.
- Dr. Luca Sburlati, rappresentante del socio Pattern S.p.A.
- Dr. Sergio Tamborini, Presidente di Confindustria Moda.
Per la carica di Presidente del CdA è stato riconfermato il dr. Sergio Tamborini e per quella di Vicepresidente il dr. Simone Canclini. Il mandato avrà durata triennale.
“Continuiamo a seguire con determinazione la rotta della circolarità e dell’innovazione e a coinvolgere nuove aziende in Retex” dichiara Sergio Tamborini, Presidente di Confindustria Moda e presidente di Retex.Green. “Dal 2022, quando abbiamo deciso di istituire il consorzio, anticipando la legislazione sulla Responsabilità Estesa del Produttore, i passi in avanti sono stati molti. Oggi abbiamo oltre cento soci: aziende di avanguardia del tessile-moda made in Italy, coinvolte in pionieristici progetti di sostenibilità industriale, in cui la circolarità non è una mera componente accessoria, ma l’asse portante di una visione strategica. Abbiamo inoltre costruito un’ampia rete di fornitori specializzati che ci rende in grado di raccogliere, trattare e recuperare rifiuti tessili in tutta Italia e, su richiesta, anche in altri paesi europei. Il tutto in modo trasparente, tracciato e garantito”.
“Il consorzio si prepara a moltiplicare le sue attività”, spiega il referente associativo di Retex.Green Mauro Chezzi. “Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo affiancato all’attività di advocacy sui tavoli europei e nazionali la costruzione operativa delle filiere. Abbiamo dialogato con diversi importanti interlocutori istituzionali, come nel caso del Comune di Milano, avviando progetti pilota di raccolta e recupero dei rifiuti che prefigurano i nuovi scenari. Intercettando e trattando in modi innovativi gli scarti delle nostre aziende, abbiamo posto le basi per sostenere l’Ecodesign, ossia la progettazione ecocompatibile del prodotto, che include tra i propri requisiti l’utilizzo di materie riciclate. L’introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore, che ormai sembra imminente, sarà il booster finale che ci consentirà di elevare la circolarità a sistema, rendendola il tratto caratterizzante del tessile-moda Made in Italy”.
Tra le grandi priorità di Retex.Green c’è il controllo delle filiere di recupero dei rifiuti tessili per mantenere nella raccolta e nella gestione alti standard di qualità dal punto di vista ambientale, sociale e della legalità. Ciò è garantito quando le filiere sono closed loop, ossia quando le industrie riassorbono i propri scarti post-industriali o post-consumo, ma è molto più complesso quando sono open loop, cioè quando gli scarti, per necessità di risultato ambientale, sono destinati a diverse filiere.
Per azzerare i rischi Retex.Green, ha fin da subito, coinvolto come General Contractor Safe-hub delle economie circolari, che nel settore ambiente è noto per il suo rigore, quasi ossessivo, nel monitorare ogni dettaglio delle filiere. Oggi Safe costruisce e coordina le nostre filiere di recupero, ci assiste nei percorsi di innovazione e garantisce un alto livello di controllo sia sugli itinerari del rifiuto che sulle destinazioni del prodotto da valorizzare.